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venerdì 11 marzo 2016

Jack, un bambino sopravvissuto miracolosamente all'aborto chirurgico



Nel momento in cui Vicky Harper vide per la prima volta il figlio sopravvissuto all'aborto, disse: 

"Non lo cambierei per nulla al mondo"




Mentre Vicky Harper culla Jack, il figlio di quattro settimane di vita, sa bene che questo è il bambino che aveva cercato di distruggere.
All'età di 24 anni, Vicky scoprì di essere incinta del suo terzo figlio e prese la dolorosa decisione di abortirlo. Ma quando il bimbo che portava in grembo si salvò miracolosamente dalla procedura abortiva, il suo mondo cambiò per sempre.

Vicky, una madre a tempo pieno per Ross, due anni, e Leyla, cinque anni, rimase in cinta per caso a giugno dell'anno scorso, dopo aver dimenticato di prendere la pillola anticoncezionale.
All'epoca già faticava per sbarcare il lunario ed era consapevole che non sarebbe riuscita a far fronte a tutte le spese con tre bambini sotto i cinque anni.

"Non è stata una decisione facile. Amo i miei figli più di ogni altra cosa al mondo, ma semplicemente non avevo la forza di dare alla luce un altro bambino", dice Vicky, da Caithness, Highlands scozzesi.
Anche se il suo partner Keenan McIvor, un falegname di 19 anni, aveva promesso di sostenerla qualsiasi cosa lei avesse deciso, Vicky era determinata: aveva detto al suo medico che voleva abortire.

Vicky aveva optato per un intervento chirurgico che comportava la rimozione del bambino per mezzo di un piccolo aspirapolvere.
"Keenan è venuto con me e ha tenuto la mia mano," dice. "Ho emesso un piccolo grido prima di addormentarmi, ma sapevo che era la scelta migliore."

sabato 9 maggio 2015

Festa della mamma: un pensiero per le mamme dei bimbi abortiti volontariamente


«Un pensiero speciale vorrei riservare a voi, donne che avete fatto ricorso all'aborto.

La Chiesa sa quanti condizionamenti possono aver influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s'è trattato d'una decisione sofferta, forse drammatica.

Probabilmente la ferita nel vostro animo non s'è ancor rimarginata. In realtà, quanto è avvenuto è stato e rimane profondamente ingiusto.

Non lasciatevi prendere, però, dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità.

Se ancora non l'avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione.

Vi accorgerete che nulla è perduto e potrete chiedere perdono anche al vostro bambino, che ora vive nel Signore.

Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere con la vostra sofferta testimonianza tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita.

Attraverso il vostro impegno per la vita, coronato eventualmente dalla nascita di nuove creature ed esercitato con l'accoglienza e l'attenzione verso chi è più bisognoso di vicinanza, sarete artefici di un nuovo modo di guardare alla vita dell'uomo».
Giovanni Paolo II - Evangelium Vitae, n. 99




giovedì 26 marzo 2015

Un libro sulle conseguenze psichiche dell'aborto

 
Cari amici, è con gioia che vi comunico che Generazione Voglio Vivere ha pubblicato il libro "50 Domande e Risposte sul Post Aborto".
Condivido con voi l'annuncio di Samuele Maniscalco, Responsabile Campagna Generazione Voglio Vivere. 


Il libro "50 Domande e Risposte sul Post Aborto" è stato scritto dalla psicologa clinica e di comunità, nonché psicoterapeuta con specializzazione sistemico-relazionale, la Dott.ssa Cinzia Baccaglini, tra le massime esperte in Italia sulle conseguenze psichiche dell'Aborto.
 
La lobby abortista ha sempre promosso la menzogna che togliere la vita a un bambino nel grembo materno non abbia alcuna ricaduta negativa sulla psiche e sulla vita della donna e delle persone che le sono accanto. Falso!

Libro "50 domande e risposte sul Post Aborto"
 
Numerosi studi scientifici dimostrano che le conseguenze più diffuse dell’aborto sono:

  • Senso di colpa;
  • Risentimento, fino a sentimenti di ostilità ed odio, per coloro che hanno contribuito alla scelta abortiva;
  • Ansia, angoscia, tristezza, senso di vuoto;
  • Forme di autopunizione, come il ricorso a dipendenze da alcool o da droghe, l’autolesionismo e la drastica perdita di autostima;
  • Pensieri di suicidio, spesso legati a date speciali, come l’anniversario dell’aborto o della data presunta del parto, fino alla ripetizione dell’aborto stesso.

Queste donne non possono essere lasciate sole, è compito di ognuno di noi aiutarle! Molte di loro, dopo aver avuto un’assistenza adeguata da parte di psicoterapeuti preparati, hanno superato la propria patologia e si sono aperte alla vita.

Le loro vicende, segnate da un profondo dolore fisico, psichico e spirituale, ci testimoniano chiaramente che l'aborto, per quanto si dichiari volontario, porta con sé conseguenze terribili. 
 
Il manuale sul Post Aborto sarà un grido d’allerta su un tema importante e delicato, ma al momento spesso sconosciuto! 
E la sua lettura potrebbe convincere molte donne a non abortire!   
 




sabato 11 ottobre 2014

Una breve vita, un infinito amore


Quella che segue è una testimonianza dolorosa ma allo stesso tempo forte, sorprendente, coraggiosa.
Nessun bambino abortito, fortunatamente! Si parlerà invece dell'amore incondizionato e della dignità che sono stati regalati ad un feto malato di Anencefalia, patologia grave che spinge molte donne ad abortire volontariamente.
Vi prego di leggerla e di cogliere l'inno alla vita e all'amore incondizionato di questa giovane coppia di sposi.
Perchè ogni vita merita di essere accudita dal suo nacere fino al termine naturale della sua esistenza!
 
❝Non c’è piede troppo piccolo che non può lasciare un'impronta in questo mondo❞

La diagnosi di una grave malformazione al terzo mese di gravidanza. La decisione di far nascere il loro primo figlio. Ma prima, il giro del mondo per “fargli vedere” tutto ciò che i tutti i bambini desiderano. “Ha vissuto poco”, dicono i genitori, “ma è stato amato incondizionatamente” 
 
Questa è la storia di un piedino piccolo, quello di Shane Michael Haley che è nato il 09 Ottobre 2014 alle ore 2 e 25 di mattina e che è morto sempre il 9 Ottobre alle 6 e un quarto. 
Il suo cuore ha vissuto solo 3 ore e 55 minuti, ma seppur breve la sua vita è stata piena d’amore, tra le braccia di coloro che più lo amavano al mondo, la sua mamma Jenna e il suo papà Dan.

mercoledì 27 novembre 2013

Miley, la bambina salvata dall'aborto grazie all'istinto di sua madre.



I medici consigliarono Liane di abortire a causa di gravi danni cerebrali del feto: lei rifiutò e diede alla luce una bambina perfettamente sana.


«Ci hanno detto che Miley probabilmente aveva dei gravi danni cerebrali 
e che non sarebbe stata in grado di comunicare o riconoscerci». 

sabato 6 luglio 2013

Medici disumani nell'industria dell'aborto in America


Live action è un movimento giovanile dedicato alla costruzione di una cultura della vita per porre fine alla violazione dei diritti umani con l'aborto. Il gruppo utilizza i nuovi media per educare il pubblico circa l'umanità del nascituro e del giornalismo investigativo per esporre le minacce contro i deboli e gli indifesi. E' di pochi giorni fa il suo comunicato stampa in cui viene annunciata la pubblicazione del 6° video-inchiesta "Inhuman: Undercover in America’s Abortion Industry" registrato nella Southwestern Women’s Options Clinic di Albuquerque, nel New Mexico. 


«Si sieda sul water e non guardi giù, puliamo tutto noi». 
Così funziona l’aborto fai da te in America



domenica 12 maggio 2013

Ci sono ancora, non dimenticatevi di me!


Un neonato è stato abbandonato dopo il parto sotto un ponte dell'autostrada, tra rifiuti e rovi, al freddo e sotto la pioggia di quei giorni. 
Una situazione che non ha permesso al piccolo di salvarsi, morto per il freddo, la fame e gli stenti.

Buongiorno, mi chiamo Gabriele Francesco. 
Sono nato a Novara l’11 aprile 2013 e oggi avrei un mese, se fossi ancora vivo. Invece sono morto lo stesso giorno in cui sono nato. Adesso tutti starete pensando che mamma e papà non si sono comportati bene: in effetti mi hanno lasciato solo, sotto un cavalcavia, con indosso pochi stracci e senza un biberon nei paraggi. Ma io non mi permetto di giudicarli. Certo è che noi neonati siamo indifesi: ci buttano dai ponti, ci fanno esplodere sotto le bombe, ci vendono per pochi soldi. Siamo carne da telegiornale.

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